Gabriele Corio: Il Futuro Dell’informatica Italiana

Gabriele Corio, ragazzo di Settimo Milanese, ha soli 17 anni, ma nonostante la giovane età, si è già da tempo messo in luce nel panorama nazionale italiano dell’informatica.
Gabriele ha riscontrato la passione per la tecnologia e tutto ciò che la circonda fin in tenera età, circa da quando all’età di 5 anni gli è stato regalato il suo primo computer.
Nonostante la sua principale passione fossero i videogiochi, da ragazzino è stato affascinato anche dal mondo della comunicazione virtuale, alla quale si è approcciato tramite la creazione di un canale YouTube, in cui apportava con regolarità contenuti interessanti riguardanti, appunto, i videogames, ma anche challenge divertenti ed aneddoti sull’informatica, riscontrando un discreto successo.
Crescendo, Gabriele ha cominciato a nutrire nuove passioni, in particolar modo quella per la programmazione informatica: in poco tempo ha attirato su di sé l’interesse di svariate aziende, imprenditori e agenzie che hanno richiesto il suo lavoro. Ebbene sì, perché questo ragazzino, a soli 14 anni, è riuscito a tramutare la sua passione in un vero e proprio lavoro a tempo pieno e con il suo talento non ha ottenuto solo profitti economici, ma anche una certa notorietà che gli ha aperto tante nuove strade, specialmente nel mondo dei social. Difatti, Gabriele ha saputo cogliere il momento esatto in cui cavalcare l’onda del successo di TikTok, social sul quale si è dilettato nel portare video intitolati “Tecnologia in pillole”: brevi video di circa 15 secondi nei quali rilascia interessantissimi aneddoti tecnologici e, ad oggi, può vantare una fanbase di circa 170.000 followers. Ciò ha attirato l’attenzione di Marco Del Torchio, protagonista del programma “105 Social Club”, che ha accompagnato Gabriele nella sua crescita sui vari social, tra i quali Instagram, laddove il ragazzino sfrutta il proprio profilo per poter comunicare in modo diretto con i propri seguaci.
Pochi mesi dopo, per Gabriele si sono aperte anche le porte del piccolo schermo tramite l’opportunità di prendere parte al casting per la quarta edizione del programma televisivo Rai “Il Collegio”. Quest’ultima è sembrata fin da subito poter essere un’esperienza molto intrigante per Gabriele: un ragazzo che fa della tecnologia e dell’informatica una ragione di vita, in un reality show ambientato decenni fa, nei quali non esistono né cellulari né tantomeno social media. Nonostante la voglia di mettersi in gioco, Gabriele non ha passato le audizioni, ma non si è dato per vinto, anzi, ne ha visto il lato positivo: in questo modo ha potuto concentrare il proprio tempo e le proprie energie sul suo lavoro di programmatore e sui suoi profili social, oggi determinanti per la crescita di un personaggio pubblico, tanto che lo scorso anno il ragazzino ha preso parte all’evento “Art Nouveau” per il quale ha appositamente idealizzato dei filtri Instagram e ha anche scritto degli articoli a tema informatico per Ninjalitics.
Non tutto, però, è rose e fiori come può sembrare: dopo la pubblicazione su YouTube del casting per “Il Collegio”, si è scatenato tanto clamore positivo intorno a Gabriele, ma il ragazzo è stato anche vittima di bullismo nell’ambiente scolastico e di cyberbullismo sui social network, tanto da ricevere persino minacce di morte oltre che svariati ed ingiustificati insulti. Il successo, piccolo o grande che sia, porta tanti benefici ma scatena anche l’invidia di molta gente ignorante.
Fortunatamente, Gabriele non si è lasciato abbattere né dai bulli né dagli haters e può essere di grande esempio per tante persone che ogni giorno si ritrovano nella sua medesima situazione.
Inoltre, bisogna tener conto che Gabriele, a soli 17 anni, ha realizzato tutto ciò che è stato appena raccontato in concomitanza con gli studi e ha già le idee chiare riguardo il suo futuro, tanto che, non appena avrà ottenuto il diploma, ha intenzione di proseguire gli studi presso una facoltà di ingegneria informatica.
Gabriele è un giovane ragazzo con una mente brillante, ambisce ad avviare presto una start up o una software house, vuole continuare a fare della sua passione per la tecnologia un lavoro e magari un giorno poter collaborare con i colossi internazionali dell’informatica, come ad esempio Google o Microsoft. Nel mentre, questo piccolo prodigio continuerà a crescere nel mondo social, andando in soccorso di tutti i suoi followers che richiedono risoluzioni riguardanti problematiche tecnologiche, offrendo interessanti aneddoti sul mondo dell’informatica e divertendosi facendo ciò che più lo appassiona.

Business coach cosa fa

L’imprenditore che vuole migliorare la propria azienda per perseguire e raggiungere i propri obiettivi, è il cliente ideale per un business coach.

Un business coach infatti, è un’allenatore imprenditoriale che accompagna l’imprenditore nei processi di ottimizzazione dell’impresa, senza lasciarlo solo.

Scegliere un business coach non è semplice, la categoria delle consulenze aziendali in tal senso si sta ampliando e sempre più persone si stanno affacciando a questa professione.

Ovvero, ci sono aziende specializzate, come ad esempio Business Coaching italia o Prometeo coach, la prima nell’offrire sessioni di business coaching a professionisti e imprenditori, e la seconda che offre la possibilità di diventare business coach. Ma anche una stuola di professionisti che parlando di propri obiettivi raggiunti affollano il mercato delle consulenze aziendali.

Ma cosa fa esattamente un business coach?

In rete si trovano molte definizioni, alcune fantasiose altre molto lontane da quello che è il core business dell’attività di consulenza alle aziende riconducibile sotto il Codice Ateco 70.22.09.

Gia per capire cosa fa realmente il business coach, si può appunto osservare la categoria Ateco nella quale sono racchiuse tutte le specializzazioni possibili di un consulente aziendale.

Per differenziare correttamente la figura del business coach con quella del consulente aziendale possiamo dire che: Il business coach effettua consulenza gestionale e consulenza direzionale: politica e strategia aziendale e di pianificazione, organizzazione, efficienza e controllo, gestione dell’informazione, sviluppo e ristrutturazione aziendale.

Ancora, il business coach puo svolgere consulenza in materia di gestione delle risorse umane: politiche, pratiche e procedure nel campo delle risorse umane; reclutamento, compensi, benefici, misurazione e valutazione delle prestazioni; adeguamento ai regolamenti governativi nell’ambito della salute, della sicurezza, delle retribuzioni e dell’equità di trattamento dei lavoratori.

ciò che non fa un business coach sono attività tipo: consulenza in materia di assicurazione e fondi pensione, rappresentanza, contabilità.

Lo scopo principale dell’imprenditore che si rivolge a un business coach, è quello di organizzare risorse e processi al fine di ottimizzare e perseguire obiettivi di crescita aziendale in modo facile e sistematico.

Un business coach aiuta a organizzare l’azienda

Un ruolo importante del business coach è quello di aiutare l’imprenditore a organizzare l’azienda.

Chiunque lavori in un contesto aziendale, dal top manager all’operatore o all’impiegato, ha quotidianamente a che fare con l’organizzazione aziendale. L’organizzazione è infatti ciò che permette ad ogni azienda di consegnare ogni giorno valore ai propri clienti.

Dal momento che ognuno di noi ha quotidianamente a che fare con l’organizzazione aziendale, questa finisce per essere gestita principalmente “a buon senso”.

Ottimizza i processi

In economia aziendale il processo aziendale (o business process) è un insieme di attività interrelate, svolte all’interno dell’azienda nell’ambito della gestione operativa delle sue funzioni aziendali, che creano valore trasformando delle risorse (input del processo) in un prodotto finale (output del processo) a valore aggiunto, destinato ad un soggetto interno o esterno all’azienda (cliente). Il processo è teso al raggiungimento di un obiettivo aziendale, determinato in sede di pianificazione, se questa è presente.