professionisti emigrano nei paradisi fiscali perchè?

la tassazione in Italia raggiunge cifre da capogiro e mette alle strette imprenditori e professionisti che vedono ridurre sempre più i loro guadagni dalle attività che mettono in piedi con tanta fatica e sudore.

Questa costante stretta sulle tasse che fa si che il prelievo fiscale in italia sia tra i più alti del mondo, costringe sempre più imprenditori e professionisti ad emigrare all’estero e a cercare riparo nei tanti paradisi fiscali esistenti, per pagare meno tasse legalmente.

Un imprenditore che va all’estero a fare la propria residenza o che trasferisce la sua azienda in nazioni dove il costo del lavoro è minore, viene da molti considerato un furbetto, un evasore fiscale, ma in realtà non è così. Questa smania di portare la propria residenza all’estero, dovrebbe far capire al popolo italiano che proprio quel professionista che trasferisce la propria residenza in uno dei paradisi fiscali, in realtà è da considerare un uomo integro che vuole pagare le tasse, ma vuole vedersi applicato il giusto carico fiscale.

Non evasori dunque, ma persone in cerca di giustizia sociale e di un risparmio sulle tasse, che in molti casi ha portato a causa del suo enorme peso a suicidi ed a vivere molto al di sotto delle proprie possibilità derivanti da un ottima produzione.

Un professionista Italiano che oggi paga regolarmente le tasse e versa quanto richiesto dallo stato italiano, spesso si ritrova a vivere il paradosso di non poter arrivare a fine mese.

Un paradosso che raddoppia se si pensa alla “inesistente” assistenza economica che lo stato Italiano offre in caso di mancata fatturazione o riduzione della produzione.

In pratica potremmo semplicemente definire il sistema della tassazione italiana così:

Un imprenditore, un professionista, inizia a produrre ricchezza da zero, senza aiuti e sovvenzionamenti dallo stato italiano. Dunque investe capitali propri frutto di risparmi di una vita o di finanziamenti con tanto di interessi da pagare.

Su questa ricchezza eventualmente prodotta, il professionista paga il suo carico fiscale e tutto funziona bene fin quando si produce, non c’è crisi, i clienti pagano.

Quando però un professionista dopo aver pagato ogni anno regolarmente le tasse, vede calare i propri introiti a causa di eventi esterni, invece di essere aiutato dallo stato con sovvenzioni, spesso viene massacrato perchè rientra negli studi di settore che non vedono il minor importo di tasse da versare rispetto agli anni precedenti come frutto di una possibilissima crisi economica, ma come un tentativo di evadere il fisco.

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