professionisti emigrano nei paradisi fiscali perchè? 2° parte

Siamo rimasti nell’articolo precedente, a quale è la considerazione che il fisco italiano ha di un professionista in difficoltà, cosa che a nostro avviso spinge sempre più professionisti a fare residenza all’estero.

In altri paesi il carico fiscale è alto come in Italia, se non maggiore, ma tale emigrazione fiscale non avviene. Che sia dunque reale la mancanza di assistenza da parte dello stato in caso di crollo della produzione? Che sia realmente esagerata la mentalità che addita il professionista come evasore fiscale a priori se in un ipotetico anno dichiara meno soldi degli anni precedenti?

Perchè un professionista dovrebbe non pagare le tasse se in caso di problemi economici venisse aiutato come giusto che sia, come capita con lavoratori dipendenti dallo stato o dalle istituzioni preposte?

Mica esistono cittadini di serie a e cittadini di serie b?

Mi capitò di seguire una trasmissione televisiva sulle imposte e sul carico fiscale di alcuni paesi Scandinavi come la Finlandia ( se non ricordo male). Qui la pressione fiscale è mostruosa, più alta dell’Italia, ma il tasso di evasione è quasi pari allo zero… come mai? gli italiani dunque sono furbi ed i finlandesi sono stupidi? Nulla di tutto ciò… a questo che sembra un paradosso fiscale e comportamentale c’è una motivazione grande come una casa che ai più sembra sfuggire.

Per capire qual è la motivazione principale, faccio un semplice esempio schematico, paragonando due professionisti residenti nei due diversi paesi alle prese con le medesime condizioni economiche:

Professionista italiano

  • Dichiarazione fiscale 2013 € 50.000
  • Dichiarazione fiscale 2014 € 45.000
  • Dichiarazione fiscale 2015 € 15.000

Professionista finlandese

  • Dichiarazione fiscale 2013 € 50.000
  • Dichiarazione fiscale 2014 € 45.000
  • Dichiarazione fiscale 2015 € 15.000

Si nota come la dichiarazione degli introiti sia alta negli anni 2013 e 14, e cala drasticamente nel 2015 per diverse motivazioni.  Il meccanismo che si mette in atto nei due paesi con un alto carico fiscale è diverso. In Italia il professionista in difficoltà viene tacciato di evasione fiscale alla quale dovrà portare prove per evitare forti sanzioni, in Finlandia invece verrà assistito.

Proprio così, in Finlandia, a differenza di ciò che avviene in italia, in una situazione del genere lo stato interviene con aiuti economici concreti verso il professionista in difficoltà, offrendo somme di danaro per raggiungere gli introiti degli anni precedenti ed avere lo stesso tenore di vita, pagare le stesse tasse e riuscire a portare avanti senza problemi la propria attività commerciale.

In Italia invece scatta il più delle volte il meccanismo che vede il professionista disgraziatamente meno produttivo, trasformarsi in presunto evasore fiscale con l’onere in breve tempo di portare le prove che in effetti non lo è.

Spesso questo ha portato molti professionisti ed imprenditori al suicidio, e sembra davvero lontata la soluzione a questo male che affligge la categoria, che in italia valga di più un professionista in difficoltà che uno in buona salute economica?

Lo vedremo in questo articolo…

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