Questore della Camera e del Senato: a Cosa Serve?

Il Questore della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica è un ruolo tra i più importanti all’interno del Governo italiano.

Si tratta di un ruolo destinato ad alcuni deputati e senatori che hanno il compito di vigilare sull’applicazione delle norme che regolano l’attività parlamentare e delle direttive del presidente di camera e del senato.

Il collegio dei questori si occupa anche di stilare un bilancio interno che poi viene approvato e dibattuto all’interno della Camera, e rispettivamente, del Senato.

I Questori si occupano di mantenere l’ordine all’interno di tutte le sedi parlamentari, con l’aiuto degli assistenti parlamentari. Questa funzione è particolarmente importante perché le autorità di polizia e carabinieri, e le forze dell’ordine in generale, non hanno accesso alla sede del Parlamento, a meno che non vengano autorizzati dal Presidente.

I Questori sono le figure più importanti degli uffici parlamentari di presidenza della Camera e del Senato. Si occupano come detto sopra di redigere il piano spesa, ed elaborare annualmente il progetto di bilancio interno. I Partiti che hanno dei rappresentanti all’interno del collegio dei Questori li mette in una posizione di privilegio come ruolo nell’attività dei due organi parlamentari.

Il progetto di bilancio redatto dai questori, prima di passare in discussione nelle aule del parlamento, viene esaminato da tutti i membri dell’ufficio di presidenza. Un’altra funzione importante è quella di verificare in modo accurato il corretto svolgimento delle attività amministrativa interna dei due organismi di governo, controllando in maniera accurata che vengano applicate con rigore le norme e le direttive del Presidente.

In pratica è la figura di riferimento della vigilanza, una sorta di “Forze dell’Ordine” interne del Parlamento, quindi sono i responsabili di sicurezza all’interno delle Aule governative. Guidano infatti i commessi in caso di contrasti verbali o fisici all’interno delle aule, facendo riportare l’ordine e garantendo che le attività riprendano normalmente il loro normale corso. Fanno mettere in atto quindi le norme di comportamento, e in casi estremi, di espulsione, quando indicato dal regolamento.

A livello di notorietà politica, Edmondo Cirielli di Fratelli d’Italia è il deputato con la carica di Questore della Camera più presente a livello di comunicazione politica. E’ il promotore del decreto legge n.251 2005, denominata adesso ex-Cirielli, in quanto le modifiche apportate dagli organi parlamentari non hanno visto la approvazione del deputato che ha chiesto di essere rimosso come nome dalla norma stessa.

Prestito online: scelta caratteristiche e requisiti per ottenerlo

Cercare un prestito online vuol dire riuscire a comparare due o più prestiti e quindi trovare il migliore. Probabilmente siete giunti fin qui perché siete alla ricerca di liquidità o per acquistare un bene o semplicemente perché visti tempi vi trovate in difficoltà economica, dunque qui cercheremo di darvi le informazioni sul vostro prestito da richiedere online.

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Guadagnare con gli investimenti: Occhio al trading online

In epoche di crisi come quella che attraversa il mondo dal lontano 2008 ad oggi, sempre più persone cercano di trovare valide alternative di guadagno e spesso si lasciano affascinare dai tanti siti web che offrono opportunità di lauti guadagni investendo nel trading. Di certo qualcuno riesce a fare ingenti guadagni e racimolare cospicui gruzzoletti di danaro lavorando da casa con il tradin gonline, ma nella stragrande maggioranza dei casi questa facilità di guadagno si trasforma nell’ennesima perdita di tempo e investimento sbagliato, come mai? perchè solo il 5% dei traders riesce a guadagnare giocando nei mercati finanziari? Ecco le probabili risposte…

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professionisti emigrano nei paradisi fiscali perchè?

la tassazione in Italia raggiunge cifre da capogiro e mette alle strette imprenditori e professionisti che vedono ridurre sempre più i loro guadagni dalle attività che mettono in piedi con tanta fatica e sudore.

Questa costante stretta sulle tasse che fa si che il prelievo fiscale in italia sia tra i più alti del mondo, costringe sempre più imprenditori e professionisti ad emigrare all’estero e a cercare riparo nei tanti paradisi fiscali esistenti, per pagare meno tasse legalmente.

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Detrarre l’iva dalle spese di rappresentanza si può?

La detraibilità dell’IVA pagata sulle spese di rappresentanza varia in funzione, infatti tale imposta è detraibile sotto certi limiti e diventa invece deducibile oltre tali limiti.

Per prima cosa, bisogna forse spiegare la differenza tra deducibile e detraibile e cerco di farlo con qualche esempio, in modo da evitare parole troppo complicate per gli utenti meno esperti:

Deducibile:

Immaginiamo di avere un reddito imponibile di 10.000€ e di avere poi degli ulteriori costi deducibili pari a 2.000€, il mio nuovo reddito imponibile su cui andare a calcolare le imposte sarà 8.000€.

Detraibile:

Immaginiamo di fatturare ad un nostro cliente 10.000€ +IVA 22%. Il cliente ci pagherà 12.200€. Di cui 2.200€ li dovrò poi versare allo Stato perché l’IVA è una partita di giro. Ipotizziamo anche però che ho sostenuto dei costi deducibili di 2.000€+IVA22%, cioè ho pagato al mio fornitore 2.440€. Facendo questo ho pagato 440€ di IVA al mio fornitore. Di conseguenza allo Stato, invece che versare 2.200€, verserò 1.760€ (2200-440).

Per completare il ragionamento quindi, quando la mia IVA è detraibile, la recupero integralmente al 100%, scalandola dall’IVA che dovrei versare allo Stato; quando la mia IVA è deducibile, la recupero in % sulle imposte che dovrà pagare la mia azienda sul suo reddito. Se parliamo di una SRL, la recupererò circa al 32% (IRES+IRAP).

Ora che abbiamo spiegato questo concetto, fiducioso di averlo reso semplice, vediamo qual è al discriminante che definisce se l’IVA sulle spese di rappresentanza è Detraibile o Deducibile.

Il fattore è soltanto 1: leggilo su detrazione iva spese di rappresentanza.

Perchè il commercialista non mi consiglia di passare da ditta individuale a SRL?

 

Le motivazioni possono essere tante, bisognerebbe entrare nello specifico caso per caso, ma sostanzialmente si può dire che se un consulente fiscale non consiglia questo tipo di passaggio è principalmente per due motivi:

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professionisti emigrano nei paradisi fiscali perchè? 2° parte

Siamo rimasti nell’articolo precedente, a quale è la considerazione che il fisco italiano ha di un professionista in difficoltà, cosa che a nostro avviso spinge sempre più professionisti a fare residenza all’estero.

In altri paesi il carico fiscale è alto come in Italia, se non maggiore, ma tale emigrazione fiscale non avviene. Che sia dunque reale la mancanza di assistenza da parte dello stato in caso di crollo della produzione? Che sia realmente esagerata la mentalità che addita il professionista come evasore fiscale a priori se in un ipotetico anno dichiara meno soldi degli anni precedenti?

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