Disprassia nei bambini

Se il tuo bambino spesso cade,  Se ha problemi nel mantenere l’equilibrio o non riesce ad attivare e completare semplici azioni come ad esempio quello di vestirsi da solo o portare il cucchiaio alla bocca,  sappi che potrebbe essere affetto da disprassia.

La disprassia è un disturbo della coordinazione motoria che si caratterizza con una difficoltà accentuata nel completare movimenti di tipo intenzionale.  un individuo affetto da displasia assume di conseguenza un aspetto goffo nei propri movimenti Perché spesso in difficoltà nell’eseguire istruzioni e nel percepire gli spazi.

 quando sono i bambini a soffrire di disprassia, spesso si evidenziano anche problemi di linguaggio.

 secondo un recente studio questa patologia oggi colpirebbe almeno il 6% dei bambini in prevalenza maschietti.  Per fortuna La maggior parte di questi bambini affetti da displasia, soffrono di lievi disturbi.

È facile confondere un bambino affetto da displasia da uno semplicemente maldestro visto che i sintomi e le difficoltà motorie sono simili.  e consulto medico per arrivare a conclusioni che possano fornire un quadro dettagliato della eventuale presenza della patologia o meno,  senza fasciarsi la testa inutilmente.

La disprassia nei bambini quando è nella sua forma lieve può essere curata anche se non è considerata una malattia attenuando il ritardo nella capacità di compiere determinate azioni del bambino,  rispetto Ad individui della stessa età.

 per venire fuori da questo problema potrebbe essere utile far fare al bambino divertenti esercizi.  cercare di mettere freno alla disprassia con esercizi divertenti e probabilmente la strada migliore da far intraprendere a un bambino che già si sente inferiore ai propri coetanei,  evitando gli estenuanti sedute in studi medici,  magari sostituendo queste ultime con un’attività sportiva in età prescolare (da 2 a 7 anni).

Il problema in Italia, è che un’attività sportiva prescolare vera e propria Non può essere svolta,  e di da nazionale ed altri minori,  non hanno nel proprio programma una parte dedicata allo sviluppo motorio di bambini inferiori all’età di 5 anni.

Attraverso semplici esercizi fatti in casa,  valu disprassico può  superare le proprie difficoltà insieme ai genitori. Attraverso il disegno ad esempio,  i bambini possono sviluppre e ridurre ritardi nella capacità oculo manuale, mettendo insieme i classici mattoncini colorati invece, intelletto e agilità manuale possono avere ottimi vanataggi.

Schemi motori di base bambini

C’è l’attivazione di una mappa neuro-motoria dietro ad ogni singolo movimento del corpo umano. Questa mappa neuromotoria oltre all’attivazione dei movimenti delle singole parti del corpo umano, è il meccanismo che consente anche al movimento stesso di essere compiuto. E’ consuetudine chiamare tale mappa neuro-motoria schema motorio di base, che in pratica fa si che venga memorizzata una strada di collegamento tra l’impulso nervoso del cervello ed il muscolo adibito a fare tale movimento.

Per parlare di questo argomento, è bene iniziare a farlo spiegando gli Schemi motori di base nei bambini e del loro sviluppo, in quanto spesso gli schemi motori sono capacità prestabilite in modo genetico.

Qualunque bambino porta con se dunque nel proprio patrimonio genetico la mappa neuro motoria capace di attivare e consentire ogni movimento del corpo e in misura maggiore rispetto ad un adulto, ha la possibilità di poter sviluppare gli schemi motori di base.

Nello sviluppo degli schemi motori in ogni bambino, quest’ultimo riesce con tempistiche che possono essere diverse da ogni altro soggetto, ad imparare movimenti base e a compiere azioni più complesse.E’ grazie allo sviluppo degli schemi motori di base che ogni bambino apprende la capacità di afferrare, saltare, camminare, correre… riuscire a stare in equilibrio e ad orientarsi.

Gli schemi motori di base nei bambini, sono come visto in precedenza dei semplici movimenti coordinati che consentono di Camminare e correre, arrampicarsi, lanciare e Afferrare

Spostarsi in quadrupedia, strisciare, Saltare e atterrare e rotolare.

Giocattoli: definizone utilità e cenni storici

C’è un prodotto che tutti i bambini usano e amano ed è: il giocattolo.
Fin dai primi mesi di vita;i piccoli ne fanno la conoscenza per poi portare i giocattoli durante tutta la loro crescita imparando e divertendosi in compagnia dei loro amici giocando con bambole,macchinine,costruzioni ecc……
Amati anche dai più grandi; i giocattoli diventano parte di varie collezioni, dove col passare degli anni alcune diventano delle vere e proprie rarità ricercate dai collezionisti più assidui.

Ma quando nasce il primo giocattolo, qual è la sua utilità e la sua vera definizione? In questo articolo diamo una risposta a questi quesiti sui giocattoli, per farlo, abbiamo chiesto alcune cose a Daniela, una dei titolari di un importante brand del settore, Mazzeo Giocattoli e la ringraziamo per l’aiuto offerto.

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Cos’è la motricità di base?

In un’epoca come quella attuale, dove i bambini sono molto più facilitati nello sviluppo di capacità ed abilità verso aggeggi tecnologici e non capacità relazionali dal vivo e attività motorie; è bene informare i genitori delle tante opportunità che una percorso di crescita mirato al miglioramento delle capacità coordinative di base può offrire. Iniziamo questo nostro viaggio nell’informazione web, spiegando cos’è la motricità di base, quali sono le capacità coordinative delle quali parleremo nei prossimi articoli e quali vantaggi possono portare allo sviluppo psico fisico di un bambino.

Motricità di base: cos’è

I movimenti dell’essere umano di base sono quelli che gli consentono di Camminare, Correre, Saltare, Lanciare ed Afferrare.Sono da considerare dei fondamentali movimenti sui quali si basano tutte le abilità e capacità che un bambino svilupperà più o meno bene in futuro.

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