Cosa acquisti quando compri Foltina Plus?

Molte persone prima di acquistare il prodotto si domandano se foltina plus funziona davvero, e cercano nel web recensioni vere o recensioni negative per farsi un’idea se questa lozione anticaduta dei capelli funzioni realmente basandosi sui giudizi di sconosciuti.  Invece di affidarsi a commenti, recensioni, opinioni di persone sconosciute che magari provano a denigrare il prodotto perchè competitors di HTF Group o a vantare i tanti effetti benefici di Foltina Plus perchè rivenditori del prodotto; è bene usare la logica per capire se questo prodotto per la ricrescita dei capelli funziona. 

Ho preparato di seguito una lista di domande e risposte utili ad aiutare chiunque a capire se funzioni Foltina Plus, relativamente al proprio caso personale. E valutare se acquistare o meno dopo essersi consultati col medico curante o comunque aver ottenuto esaurienti opinioni mediche sul prodotto da un dermatologo tricologo (tricologia).

D- Quando compri Foltina Plus cosa acquisti?
R- Un prodotto cosmetico sotto forma di lozione per capelli ad uso esterno

D- Cos’è una lozione?
R- Si definisce lozione una Preparazione farmaceutica liquida (di solito una soluzione idroalcolica, profumata o contenente estratti vari) usata nella cosmesi della pelle e dei capelli.

D- Cos’è un prodotto cosmetico?

R- Secondo il Regolamento sui cosmetici nell’Unione Europea i prodotti cosmetici sono “qualsiasi sostanza o miscela destinata ad essere applicata sulle superfici esterne del corpo umano, in questo caso utili al sistema pilifero e capelli.

D- Qual è la normativa di riferimento in Europa sui cosmetici per capelli?
R- Regolamento (CE) n. 1223/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio del 30 novembre 2009 , sui prodotti cosmetici (Testo rilevante ai fini del SEE)

D- Cosa dicono le direttive di legge?
R- Leggi qui il regolamento europeo che legifera sui prodotti cosmetici tra cui le lozioni per caopelli.

D- Cosa ti suggeriamo in questa inserzione?
R 1) prima di comprare Foltina Plus accertati di avere realmente bisogno del prodotto
R 2) prima di acquistare Foltina Plus prendi la lista degli ingredienti e chiedi al tuo medico curante se possano fare al caso tuo e se non comportino controindicazioni
R 3) i risultati variano da persona a persona
R 4) Non si garantisce nulla

In sintesi, bisogna essere consapevoli che si sta acquistando:

  1. una lozione per capelli cosmetica
  2. utile a stimolare ove possibile e senza garanzia di risultati la microcircolazione del cuoio capelluto e rinforzare la struttura del capello.
  3. deve essere utilizzata nei casi in cui sia accertata dopo visita specialistica tricologica, che gli ingredienti possano avere una reale efficacia per il caso specifico
  4. non è una sostanze curativa

Essendo consapevoli di ciò, è facile capire se Foltina Plus possa funzionare per il caso specifico. E’ scientificamente risaputo che gli ingredienti principali, per le loro caratteristiche possano agevolare un miglioramento nella struttura del capello non misurabile, non garantibile, in assenza di fattori in cui è altamente improbabile la ricrescita dei capelli e diverso da caso a caso, nel rinfoltimento e/o rafforzamento dei capelli. Ciò non significa però che per chi la vuole comprare per arrestare la caduta dei capelli o semplicemente rinforzarli, Foltina Plus funzioni al 100%. Questo perchè il tuo organismo potrebbe non avere una risposta positiva all’utilizzo del prodotto, in quanto non mancante di sostanze nutritive, non utilizzato con regolarità. Si può dire dunque che Foltina Plus funziona, ma non per tutti, e non allo stesso modo.

Atomizzatori sigarette elettroniche: i migliori brand per durata e prezzo

L’atomizzare è il cuore della sigaretta elettronica, senza questa parte, le sigarette elettroniche non potrebbero funzionare. Questo perché grazie all’atomizzatore il liquido contenuto nelle ricariche può da un lato vaporizzarsi riscaldandosi e dall’altro giungere alla bocca per via della struttura della sigaretta stessa.

Un atomizzatore per sigarette elettroniche è rivestito di materiale metallico per evitare danni in caso di urti. All’interno invece, l’atomizzatore ha una parte che va cambiata con cadenza quasi mensile e una resistenza che consente il riscaldamento del liquido per giungere alla vaporizzazione.

Ne esistono davvero tanti di atomizzatori per sigarette elettroniche, differiscono tra loro per durata e prezzo e sono davvero tante le ditte che oggi li producono sia in Italia che all’estero, mettendo a disposizione di clienti e rivenditori soluzioni per ogni specifica esigenza da svapatore.

I brand che commercializzano atomizzatori per sigarette elettroniche migliori per prezzo e durata dei prodotti sono:

  • ARAMAX
  • CMD
  • ASPIRE
  • COILART
  • ELEAF
  • GEEKVAPE
  • INNOKIN
  • JOYETECH
  • JUSTFOG
  • KANGERTECH
  • MAMA
  • SMOK
  • VAPORESSO
  • VGOD
  • WISMEC
  • YOUDE UD

I prezzi degli atomizzatori per sigarette elettroniche possono partire da pochi euro, ma raggiungere anche cifre considerevoli (tipo 40/50 euro), per via delle diverse caratteristiche del singolo prodotto, e per gli accessori venduti in abbinata.

Un tipo di atomizzatore molto richiesto e dal prezzo contenuto, è l’Atomizzatore Nautilus Mini Aspire, ma sono molto richiesti anche quelli prodotti da brand come Eleaf, innokit e coilart.

Quanto dura un atomizzatore?

Gli atomizzatori per sigarette elettroniche hanno una durata che va dai 15 a massimo 20 giorni, e dunque possono essere utilizzabili garantendo efficienza massima per un massimo di 200 ricariche. Per riuscire a sfruttare in questo tempo in modo efficiente l’atomizzatore, la batteria va conservata correttamente e se ne consiglia la sostituzione ogni mese.

Come funziona un atomizzatore per sigarette elettroniche?

Il funzionamento di un atomizzatore è semplice, esso serve a vaporizzare il liquido contenuto nelle ricariche e a far giungere all’inalatore collegato il vapore da aspirare.

MUST500 INGROSSO SIGARETTE ELETTRONICHE E ACCESSORI:

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Disprassia nei bambini

Se il tuo bambino spesso cade,  Se ha problemi nel mantenere l’equilibrio o non riesce ad attivare e completare semplici azioni come ad esempio quello di vestirsi da solo o portare il cucchiaio alla bocca,  sappi che potrebbe essere affetto da disprassia.

La disprassia è un disturbo della coordinazione motoria che si caratterizza con una difficoltà accentuata nel completare movimenti di tipo intenzionale.  un individuo affetto da displasia assume di conseguenza un aspetto goffo nei propri movimenti Perché spesso in difficoltà nell’eseguire istruzioni e nel percepire gli spazi.

 quando sono i bambini a soffrire di disprassia, spesso si evidenziano anche problemi di linguaggio.

 secondo un recente studio questa patologia oggi colpirebbe almeno il 6% dei bambini in prevalenza maschietti.  Per fortuna La maggior parte di questi bambini affetti da displasia, soffrono di lievi disturbi.

È facile confondere un bambino affetto da displasia da uno semplicemente maldestro visto che i sintomi e le difficoltà motorie sono simili.  e consulto medico per arrivare a conclusioni che possano fornire un quadro dettagliato della eventuale presenza della patologia o meno,  senza fasciarsi la testa inutilmente.

La disprassia nei bambini quando è nella sua forma lieve può essere curata anche se non è considerata una malattia attenuando il ritardo nella capacità di compiere determinate azioni del bambino,  rispetto Ad individui della stessa età.

 per venire fuori da questo problema potrebbe essere utile far fare al bambino divertenti esercizi.  cercare di mettere freno alla disprassia con esercizi divertenti e probabilmente la strada migliore da far intraprendere a un bambino che già si sente inferiore ai propri coetanei,  evitando gli estenuanti sedute in studi medici,  magari sostituendo queste ultime con un’attività sportiva in età prescolare (da 2 a 7 anni).

Il problema in Italia, è che un’attività sportiva prescolare vera e propria Non può essere svolta,  e di da nazionale ed altri minori,  non hanno nel proprio programma una parte dedicata allo sviluppo motorio di bambini inferiori all’età di 5 anni.

Attraverso semplici esercizi fatti in casa,  valu disprassico può  superare le proprie difficoltà insieme ai genitori. Attraverso il disegno ad esempio,  i bambini possono sviluppre e ridurre ritardi nella capacità oculo manuale, mettendo insieme i classici mattoncini colorati invece, intelletto e agilità manuale possono avere ottimi vanataggi.

Schemi motori di base bambini

C’è l’attivazione di una mappa neuro-motoria dietro ad ogni singolo movimento del corpo umano. Questa mappa neuromotoria oltre all’attivazione dei movimenti delle singole parti del corpo umano, è il meccanismo che consente anche al movimento stesso di essere compiuto. E’ consuetudine chiamare tale mappa neuro-motoria schema motorio di base, che in pratica fa si che venga memorizzata una strada di collegamento tra l’impulso nervoso del cervello ed il muscolo adibito a fare tale movimento.

Per parlare di questo argomento, è bene iniziare a farlo spiegando gli Schemi motori di base nei bambini e del loro sviluppo, in quanto spesso gli schemi motori sono capacità prestabilite in modo genetico.

Qualunque bambino porta con se dunque nel proprio patrimonio genetico la mappa neuro motoria capace di attivare e consentire ogni movimento del corpo e in misura maggiore rispetto ad un adulto, ha la possibilità di poter sviluppare gli schemi motori di base.

Nello sviluppo degli schemi motori in ogni bambino, quest’ultimo riesce con tempistiche che possono essere diverse da ogni altro soggetto, ad imparare movimenti base e a compiere azioni più complesse.E’ grazie allo sviluppo degli schemi motori di base che ogni bambino apprende la capacità di afferrare, saltare, camminare, correre… riuscire a stare in equilibrio e ad orientarsi.

Gli schemi motori di base nei bambini, sono come visto in precedenza dei semplici movimenti coordinati che consentono di Camminare e correre, arrampicarsi, lanciare e Afferrare

Spostarsi in quadrupedia, strisciare, Saltare e atterrare e rotolare.

Camper puri: la storia

Prima di parlare della sua storia e delle sue caratteristiche, è bene avere le idee chiare e capire di cosa si tratta quando parliamo di un camper puro.

I camper puri,  sono una categoria di veicoli che in genere vengono anche identificati come minivan o anche soltanto van, e altro non è che un furgone adibito a camper. Più pratico e semplice da guidare, il minivan offre comunque tutte, o quasi, le comodità di un camper normale, solo adattate ad uno spazio più ristretto, ovvero quello che vi può offrire un furgone da lavoro. Generalmente si pensa che sia un mezzo indicato per lo più per persone giovani, cosa assolutamente non vera, è adatto a tutte le età visto che le nuove tecnologie ci permettono comunque di avere ogni tipo di confort anche negli spazi più stretti, tutto sta nella nostra capacità di adattamento. Generalmente il van va dai 4 ai 6 metri di lunghezza e al massimo 2 di larghezza, anche l’altezza non è elevata, oscilla tra i 2 e i 2,6 metri; i prezzi sono molto variabili, l’usato può partire dai 2000/3000 euro se non si hanno pretese e non manca la voglia di lavorarci sopra, se le nostre esigenze sono più elevate e vogliamo tutti i confort, la cifra può partire da 40000 euro.

Di origine Europea, il van si diffuse a macchia d’olio in primis in America, conquistando poi tutto il Mondo; ma cosa ci viene in mente se pensiamo al minivan? Sebbene vennero prodotti tanti modelli, automaticamente ci torna a mente il primo, il minibus per eccellenza, il “bulli” della Volkswagen, quello che tutti associamo agli hippy ed ai figli dei fiori. L’ideatore fu l’olandese Ben Pon che nel 1947 ebbe “l’illuminazione” in una fabbrica vedendo un carrello semovente ricavato da un maggiolino. Il van della Volkswagen venne comunque introdotto in commercio dal 1949 ed ebbe subito un enorme successo in America! L’Italia, un po’ dubbiosa, si feceve avanti dopo qualche anno, più precisamente nel 1957, mettendo sul mercato inglese il “Thames Van” tramite la Ford, ma nonostante i tentativi di aprire un mercato in inghilterra, ben presto capirono che era una richiesta che andava per la maggiore dall’altra parte dell’Atlantico. Il van diventa uno stile di vita, soprattutto tra i giovani, che si divertirono nel personalizzare interni ed esterni nelle maniere più bizzarre ed originali. Verso la fine degli anni ’60 cominciarono a nascere i primi raduni, sempre in America, prima frequentati da una nicchia ristretta di persone, poi divenuti attrattiva per molti curiosi ed appassionati.

Oggi il camper puro è tra i più richiesti sul commercio sia per la sua praticità che per la sua versatilità. Essendo molto più piccolo di un comune camper è più facile da guidare e quindi per i più avventurosi è molto utile per raggiungere posti dove col camper tradizionale sarebbe difficile arrivare. Per molti, anche ai giorni d’oggi, resta uno stile di vita da seguire, per chi non ama la quotidianità e vuole vivere secondo le proprie regole è un appoggio più che appropriato. Essendo cambiata la tecnologia, oggi i van sono dotati dei più disparati confort e di attrezzature all’avanguardia, rendendo piacevoli anche lunghi viaggi. Come l’origine vuole, pochi sono quelli che hanno i servizi igienici, ovviamente con spazi così ridotti non tutto può essaere incluso, ma con una buona organizzazione e un po’ di spirito d’arrangiamento, non dovrebbe essere un gran problema dato che oggi possiamo trovare tante aree attrezzate per sostare con ogni tipo di camper. Un’altro vantaggio è che non ha bisogno di patenti speciali per essere guidato dato che ha le prestazioni in strada di una monovolume.

Brand positioning e vantaggi

Tra le attività di gestione del marchio, ovvero di brand management, si annovera una componente definita brand positioning. Il brand positioning, è l’attività di analisi e individuazione di un attributo vincente e diverso dai competitors da comunicare al proprio target. Ovvero, l’attività di brand positioning viene svolta dai brand specialist (il n°1 in Italia è Marco De Veglia) per fare un posizionamento del brand o di un prodotto sul mercato, nella mente del cliente differenziandosi dalla concorrenza.

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Social Media Marketing definizione

Il Social Media Marketing spesso rappresentato dalla sigla SMM, è l’attività operativa e di analisi che viene svolta in un piano di marketing da specialisti denominati social media manager.

Il Social Media Marketing è dunque uno dei tanti rami operativi che fanno parte del digital marketing, applicato ai social network come canali nei quali veicolare un messaggio dall’azienda ad un target di utenti.

Il Social Media Marketing è definito così dunque perchè è un’attività di marketing (e dunque promozionale), svolta attraverso i social network diversi, che sono canali online. Attraverso il social media marketing, le aziende possono fare campagne pubblicitarie co diversi scopi e avere vantaggi come:

  • Miglioramento nell’autorevolezza del marchio
  • Raggiungere più facilmente utenti in target profilati
  • Spendere meno budget identificando bene il target
  • Rintracciare gli utnti che hanno un bisogno latente e non espresso
  • Affiancare altre strategie come seo e pay per clic per ribadire il messaggio
  • Aumentare il numero di visite al sito
  • Aumentare il ROI di una promozione
  • Interagire con il proprio pubblico velocemente
  • Avere un servizio clienti online gratis.

Il Social Media Marketing è un utilissimo sistema di pubblicità che serve alle aziende per aumentare la notorietà del brand, generare traffico utile e profilato, gestire i rapporti con la clientela, vendere i propri prodotti in modo diretto o indiretto. Una Social Media Marketing strategy, non viene svolta soltanto sulle piattaforme social più conosciute, ma anche in tutte quelle community virtuali e aggregatori 2.0 che sono presenti in rete ed hanno un bacino di utenza valido e/o in linea con gli argomenti trattati.

Bidoni raccolta differenziata: Cosa sapere

Da quando i temi legati all’ambiente e allo smaltimento dei rifiuti sono diventati sempre più importanti, anche l’attenzione rivolta ai bidoni per la raccolta differenziata è aumentata. Una reazione del tutto naturale e comprensibile, dato che l’argomento rifiuti ci tocca tutti da vicino e contribuisce a mantenere un mondo migliore.

Ogni giorno nelle nostre case ci impegniamo a differenziare i rifiuti. La raccolta differenziata avviene per modalità diverse a seconda dei comuni di residenza e anche i bidoni utilizzati possono essere di forme, colori e materiali diversi.

Bidoni raccolta differenziata: quanti ne esistono?

Tanti e tutti diversi per capienza, materiale, destinazione d’uso o colore. Si trovano bidoni da 120 lt, ma anche da 240 o addirittura 1000. Si trovano quelli più piccoli destinati agli uffici, alle abitazioni private o ai condomini. Quelli che si trovano nelle aree urbane dedicate hanno appositi maniglioni, pedali per sollevare la copertura e generalmente sono in alluminio.

Tutti i bidoni per la raccolta differenziata hanno però in comune un particolare importantissimo: l’etichetta che indica che tipo di rifiuto dovranno contenere.

Anche proprio in base al tipo di rifiuto contenuto viene studiato il materiale di produzione migliore; la plastica o i rifiuti organici necessitano di caratteristiche diverse, ad esempio.

Bidoni raccolta differenziata: caratteristiche

Una delle caratteristiche principali che devono avere i bidoni dedicati alla raccolta differenziata è la resistenza. I contenitori sono esposti al sole o alle intemperie, quindi il loro materiale deve necessariamente garantire la conservazione ottimale dei rifiuti per evitare fuoriuscite, cattivi odori, l’arrivo di animali che portano con sé batteri e virus.

Un’altra caratteristica che si lega alla resistenza è la praticità e la facilità di spostamento, soprattutto per quanto riguarda i cassonetti ubicati nelle aree urbane. I bidoni vengono afferrati, spostati e rovesciati, se non fossero resistenti e pratici da muovere, sarebbe un grande problema.

Bidoni raccolta differenziata: qual è il tipo migliore per la raccolta differenziata domestica?

Generalmente, i contenitori per i rifiuti che si hanno in casa, vengono dati dai comuni di residenza. Spesso però, ogni famiglia si organizza a modo proprio anche in base allo spazio che ha a disposizione.

In linea di massima, i contenitori casalinghi vengono realizzati in polipropilene, che è un materiale perfetto per lo scopo perché è resistentissimo, regge gli urti, non reagisce agli sbalzi di temperatura e isola bene i cattivi odori che i rifiuti normalmente generano, soprattutto quegli organici.

Questa tipologia di contenitore ha un ulteriore plus: può essere pulito facilmente, cosa che in casa è fondamentale.

Bidoni raccolta differenziata: quali usare nei locali commerciali e quali usare a scopo industriale

Per ovvi motivi, i contenitori per i rifiuti da usare nei locali commerciali o a scopo industriale sono differenti. Questo perché vengono smaltiti rifiuti diversi e si hanno spazi a disposizione diversi.

Nei locali commerciali sono ideali quelli più alti e più stretti, in polipropilene, con maniglie laterali e anello porta sacchetto interno. A scopo industriale invece bisogna fare attenzione perché i rifiuti smaltiti possono essere pericolosi, quindi i contenitori devono essere resistenti, facilmente e totalmente richiudibili e ad alto tasso di mobilità.

Universiade Napoli 2019, Borrelli (Amesci): “Un evento patrimonio di tutti i cittadini”

“Con l’avvio dei primi volontari la Regione Campania apre ufficialmente le proprie porte agli ospiti internazionali che arrivano da circa130 Paesi. Siamo molto emozionati perché il lavoro fatto è enorme, i volontari, giovani e non solo, sono tantissimi e ci hanno dimostrato grande entusiasmo in vista della tanto attesa apertura della XXX Universiade 2019 a Napoli dal 3 al 14 luglio” dichiara Enrico Maria Borrelli, presidente di Amesci, associazione cui è affidata l’esecuzione del programma “Univolontà”.

“Questo evento ha davvero riacceso l’entusiasmo di un’intera regione: siamo orgogliosi di contribuire, con il nostro lavoro per il coinvolgimento di migliaia di volontari” afferma Borrelli.

“Siamo riusciti ad accogliere circa 5.000 volontari, non soltanto italiani, all’interno della complessa organizzazione dell’evento, rendendo l’Universiade di Napoli una straordinaria occasione di partecipazione e patrimonio di tutti i cittadini. Il tutto, in tempi da record olimpico” spiega Borrelli a conclusione della fase delle selezioni. “Resta l’amarezza per non aver potuto offrire risposte immediate a tutti i 11.000 candidati, ma contiamo di convocare una gran parte delle riserve in un secondo momento, per rafforzare i servizi più sensibili o sopperire alle eventuali rinunce di altri candidati.

Mobili Cinesi, tradizione millenaria

La bellezza e il fascino dei mobili cinesi antichi, quando si tratta di arredare una casa, è un elemento di indubbio interesse per gli appassionati di complementi e elementi di arredamento antico.

Quello che racconta attraverso i secoli di storia un mobile cinese antico è racchiuso nelle sue cellule, nell’anima dei suoi colori, e lascia un messaggio indelebile nelle epoche che ha attraversato.

Gli armadi laccati rossi, ad esempio, nella tradizione cinese, erano elementi donati dalla famiglia della promessa sposa come corredo di nozze. La loro superficie era illustrata con le chiusure a cerchio, che rappresentano l’unione e la forma complementare dei due sposi nell’idea di famiglia. Le pitture in oro che impreziosiscono le lacche rosse degli armadi antichi sono una nota che contraddistingue l’arredo orientale antico. Un ripiano coperto nascosto in basso invece è un altro elemento distintivo dei mobili antichi di lavorazione cinese.

Scegliere per l’arredamento della propria casa un mobile etnico antico significa ripianificare e ridisegnare completamente il look della nostra abitazione.

I mobili cinesi antichi richiamano l’epoca della dinastia Ming, dalla seconda metà del trecento del millennio scorso e la prima metà del 1600, e un altro periodo della dinastia Ching che spazia tra il 1650 e il 1950. Questi due periodi storici sono l’apice dell’arte antica cinese, che hanno visto tra gli altri lo sviluppo della lavorazione della porcellana antica cinese.

I mobili cinesi antichi sono stati costruiti utilizzando principalmente legno di olmo, un’essenza dall’anima semplice e lineare, proprio del periodo Ming, mentre i mobili del periodo Ching hanno finiture più sofisticate, decorazioni più appariscenti e vistose. Il legno si distingue in due tipi particolari, definiti in base alla loro durezza. Il più duro è lo Yingmu, mentre con una composizione mista è chiamato Zamu.

I Mobili in legno Yingmu sono formati da un legno che ha una struttura compatta, con venature di qualità elevata. I Mobili invece realizzati in Zamu, sono più pregiati esteticamente e di valore sensibilmente più alto. Ovviamente più il mobile è antico, maggiore sarà il suo valore effettivo.

Mobili cinesi antichi da farmacia

La caratteristica che rende unici i mobili cinesi antichi da farmacia è l’elevato numero di cassetti di cui sono formati, all’interno ulteriormente suddivisi in vari scomparti che contenevano gli antichi rimedi degli speziali cinesi di un tempo. In alcuni casi il nome del rimedio risulta ancora scritto sulla parte frontale.
Si tratta sicuramente di mobili antichi poco pratici, ma sicuramente evocativi di respiro storico e grande fascino.